Madrid

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Questa volta abbiamo proprio rischiato di non partire!
Arriviamo all'aeroporto giusto in tempo per scoprire che il nostro volo è stato cancellato.
Lo sconforto è grande, ci avviamo comunque verso il banco per chiedere informazioni, dove ci viene risposto che se vogliamo partire dobbiamo prima fare una fila kilometrica per chiedere il cambio alla prima data disponibile.
Ci armiamo di pazienza e ci mettiamo in coda.
Di pazienza ce n'è voluta molta, e 12 ore dopo finalmente riusciamo a farci cambiare il biglietto per partire l'indomani alla stessa ora.
E ora fuori ad attendere la navetta per l'Ergife, dove passeremo la notte.

Sveglia, colazione, e siamo pronti per tornare in aeroporto.
Al check-in riescono a trovarci due posti in un aereo che parte due ore prima, naturalmente accettiamo e quindi di corsa a bordo.
Finalmente arriviamo a Madrid, ci riposiamo un po' in hotel e poi un bel giro per le vie di malasaña.
Ci attira un pub, forse per il nome "Cafeteria del'Arte" ed entriamo a gustare le famose tapas accompagnate da una caña.
Riprendiamo più tardi il giro in cerca di altri posti dove mangiare, decidiamo quindi di rimanere in tema, entriamo nel pub "Musa" dove finiamo la serata mangiando ancora tapas e birra.

Prima mattinata madrilena, ci svegliamo con calma e scendiamo a fare colazione, abbondante come al solito...
Prima tappa, immancabile, il Santiago Bernabeu.
La fila all'ingresso non ci spaventa minimamente e dopo 1 ora simao dentro, saliamo le scale e ci troviamo davanti lo spettacolare panorama del campo da gioco.
Fatta qualche foto scendiamo verso il museo, e che museo, la quantità di trofei vinti disorienta, ma d'altronde è la squadra più titolata del mondo.
Il giro continua e usciamo sulla tribuna d'onore e scendiamo lungo i seggiolini fin quasi al campo, così vicino non l'avevo mai visto, deve essere veramente emozionante assistere ad una partita della propria squadra guardando i giocatori praticamente negli occhi.
Usciamo dallo stadio e ci infiliamo nella metropolitana, fermata "La latina", si scende a caccia di altre tapas per fermare la fame.
Ci infiliamo lungo via della Cava Baja, piena di locali, e proseguiamo fino alla cattedrale e al palazzo reale, e poi in calle major fino alla piazza dove troviamo dei mercatini di Natale e una confusione tale che ho visto solo nelle nostre piazze.
E' sera e torna la fame, ci dirigiamo verso cava baja per una sosta in un tapas bar, uno spuntino due birre e si torna in albergo.
Usciamo sul tardi ma la fatica si fa sentire, ci fermiamo in un irish pub vicino l'albergo per bere un po' e poi a nanna.

Oggi è il giorno dei musei, anche perché diluvia.
Andiamo al Prado ma ci accoglie una coda kilometrica, optiamo allora per la Porta del Sol, approfittando di una tregua della pioggia.
Vista l'ora ne approfittiamo per uno spuntino e verso le 14,00 torniamo al Prado accorgendoci che la fila era per il palazzo del congresso.
Entriamo e ci immergiamo in quadri di ogni epoca, fino a che la fame e la stanchezza ci riportano alla realtà, sono passate due ore e cia ttende ancora il Thyssen, decidiamo quindi di uscire e di riposarci un po' in un locale.
Entriamo al Thissen che comincia a far buio, e soprattutto si avvicina l'ora di chiusura, e quindi, benché sia più bello ed emozionante del Prado dobbiamo visitarlo un po' di corsa.
Usciti da lì facciamo l'errore di percorrere una via commerciale... arriviamo in albergo carichi di buste.

Anche questo viaggio è giunto al termine, questa sera riprenderemo l'arereo per il ritorno, ma c'è ancora tempo per un ultimo giro, qualche souvenir, un'ultima tapas che non può mancare e una visita in extremis alla Plaza de Toros de la Ventas, il tempio della tauromachia madrilena, dove facciamo le ultime foto prima di iniziare il viaggio di ritorno.

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Amsterdam

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Di nuovo alle prese con la valigia, fuori i costumi e dentro le felpe, domani mattina si parte per Amsterdam!
Appuntamento con Arms, Flavia e il piccolo Samulo all'aeroporto di fiumicino, colazione veloce e poi in coda per il check-in, ma quando tocca quasi a noi Samulele urla tutta la sua fame e Flavia deve allontanarsi, così tutta la responsabilità della scelta delle valigie da imbarcare ricade sul povero Arms che nella concitazione dimentica il beauty.
Dopo un paio di insulti di Flavia torna indietro e imbarca anche quello.
Il viaggio vola via tranquillo e all'arrivo ci aspetta una temperatura primaverile, la voglia di andare a scoprire la città è tanta e allora via verso l'albergo per posare le valigie, una rinfrescatina e si sale sul tram direzione centro.

Il secondo giorno ci svegliamo con una bella pioggia, allora senza fretta facciamo una ricca colazione e verso le 12,00 ci avviamo verso la stazione centrale e dopo una pausa per la pappa di Samuele, ribattezzato Brontolo, e una pausa per cambiarlo andiamo a fare l'abbonamento per il tram.
Nel pomeriggio approfittiamo di un pallido sole per fare una lunga passeggiata. Terzo giorno, oggi si va a vedere Van Gogh, la fila è lunga ma non ci scoraggiamo.
Una volta entrati ci accoglie la bellezza dei sui quadri e ci accompagnano gli urli di Samuele evidentemente poco interessato all'arte...
Usciti di lì decidiamo di fare una visita decisamente più leggera, la vecchia fabbrica dell'Heineken.
Già all'ingresso notiamo l'allegria dei ragazzi che ci lavorano, ampiamente confermata durante il giro guidato, sarà forse per tutta la birra che si bevono??
Tra spiegazioni in inglese (di cui intuivo più o meno il concetto) filmati in 3D e degustazioni di freschissima birra praticamente a stomaco vuoto se ne va il pomeriggio e barcollante me ne ritorno con gli altri verso l'albergo.
La sera io e Ilaria lasciamo Arms e Flavia alle prese col bagnetto di Samu e ce ne andiamo a mangiare qualcosa al centro dove poi ci raggiungeranno anche loro.

Quarto giorno, senza fretta e dopo una ricca colazione ci dirigiamo verso la casa di Anna Frank che sono le 12,00, ci accoglie una fila se possibile più lunga di quella di ieri, ma almeno non piove.
Stiamo per entrare e Samu con le sue urla convince Arms e Flavia a scegliere un programma alternativo, allora ci salutiamo ed entriamo solamente io e Ila.
Dentro tra foto e filmati dell'epoca si respira l'atmosfera di ansia che doveva regnare in quel periodo.
Usciti facciamo una bella passeggiata e un po' shopping prima di tornare in albergo a riposarci.

Quinto giorno, Samu ha la febbre e allora usciamo da soli io e Ila, direzione Mercato dove compriamo un po' di thè e ci dirigiamo verso il museo dei tulipani, ma lungo il tragitto in imbattiamo in una sfilata di barche che ci conferma come gli Olandesi siano fuori di testa...
Da sopra un ponte ci godiamo il passaggio di imbarcazioni quali la macchina dei Flinstones, uno zoccolo olandese, un'isola con tanto di alberi piantati, una barca con sopra la banda, e cose simili.
Nel pomeriggio decidiamo di andare a visitare lo zoo, il più antico d'Europa, ma lungo il percorso vediamo un mercato etnico e non riusciamo a resistere.
Scendiamo dal tram e dopo una pausa per una birretta l'andiamo a vedere.
Usciti dal mercato la stanchezza si fa sentire e decidiamo di rientrare in hotel senza aver visitato lo zoo!
La sera ancora una cenetta a due e passeggiata digestiva.

Sesto giorno, purtroppo è finita, questa mattina si rifanno le valigie, si saluta Amsterdam e si ritorna a Roma a progettare il prossimo viaggio.

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Scandinavia

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Sveglia alle 4 e si parte per la Scandinavia, col dubbio atroce di aver sbagliato a preparare la valigia, perché te lo possono anche dire tutti che là fa freddo, ma mettere in valigia i maglioni mentre stai sudando in mutande davanti al ventilatore è veramente difficile.
Comunque si parte, una settimana lontano dal caldo asfissiante di Roma nella speranza che almeno non piova.
L'arrivo a Oslo promette bene, temperatura gradevole e via di corsa in Hotel per rinfrescarsi prima di un pomeriggio di libertà in giro per la città... ma la stanchezza vince e il pomeriggio lo passiamo a dormire...

Secondo giorno sveglia presto, ricca colazione e si parte per la visita guidata di Oslo, bella città molto nordica, ordinata e pulita ma non riesce ad affascinarmi.
Il pomeriggio è finito e ci si imbarca per il trasferimento a Copenhagen attraverso il fiordo.
Appuntamento sul ponte per fotografare il fiordo e poi tutti a cena prima di finire la serata in una delle discoteche della nave, ma senza fare tardi perchè domani la sveglia suonerà ancora presto.
Giù dalla nave e subito sul pullman per andare a visitare Copenhagen, giro della città un paio di soste ed è già arrivata l'ora di pranzo, e allora alla ricerca di un pub dove rilassarsi un'oretta prima di rimettersi in cammino.
Il pomeriggio fila via tranquillo tra un giro in barca nei canali e un caffè in un bar del centro.
Dopo cena è d'obbligo una passeggiata a Christiania e questa volta si tira fino a tardi, tra vecchi Hippie e sostanze non propriamente legali.

E' lunedì e finalmente siamo arrivati a Stoccolma, ultima tappa di questo viaggio.
Nel pomeriggio andiamo a visitare la città e soprattutto andiamo a vedere il municipio, ovvero l'edificio dove si svolge la cerimonia di consegna dei premi Nobel, l'impatto è forte e sembra quasi di vedere gli ultimi premiati scendere dalla lunga scalinata.
Questa sera l'appuntamento è al bar di ghiaccio, per accumulare altro freddo da riportare a Roma.
Un poncho e un bicchiere di vodka ci aiutano a resistere ai -4 della sala, ma dopo 10 minuti i piedi hanno perso sensibilità, e allora si esce per un'ultima passeggiata.
Alzataccia anche oggi ma ne vale decisamente la pena, tutti al Vasa museo unico al mondo, visto che ospita l'unica imbarcazione del 17° secolo che ancora sopravvive.
La vista del veliero toglie il fiato per la sua bellezza.
La giornata prosegue con la visita allo Skansen, museo all'aperto e zoo nel centro di Stoccolma, un viaggio nel passato tra antiche botteghe, case d'epoca con il loro giardino e anche una chiesa settecentesca, tutto rigorosamente originale, proveniente da tutta la svezia, preso e rimontato in questo parco.

E' mercoledì, ormai la vacanza è finita, c'è tempo per un ultimo giro nei negozi della via pedonale tra la citta vecchia e la nuova e poi ci si imbarcherà sull'aereo verso il caldo di Roma in attesa del prossimo viaggio.

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